Questione di rosa

Ogni turno di serie A racconta qualcosa e fornisce risposte sulla verità delle forze in campo. La 27esima giornata di Campionato ha ribadito che anche la Juve può pareggiare (dopo più di un anno!) e che Roma e Napoli hanno una squadra forte ma una rosa che gli impedisce di essere allo stesso livello della Juve.
Varrebbe lo steso ragionamento per l’Inter che ha pensato forse inconsciamente di sbarazzarsi dell’Europa League (da quando è uscita ha preso ad andare come un treno) e per il Milan che, grazie all’assenza di un doppio impegno, riesce a reggere pur con una squadra ristretta.

I titoli di testa vanno comunque al Napoli capace di andare all’Olimpico e fare la partita, vincendo tatticamente e individualmente (SNAI oggi le riconsegna una quota scudetto di 25,00). Straordinario il parallelo che si può fare tra la gara che la Roma ha disputato con l’Inter e quella di sabato. Nel primo caso si disse che Spalletti aveva asfaltato Pioli e trovato un grande Nainggolan. Per molti versi Roma-Napoli è andata allo stesso modo, con Sarri che ha tatticamente stravinto con Spalletti e Mertens che ha fatto quello che il belga aveva combinato la scorsa settimana. Questione di approccio e rosa.
Il Napoli proveniva da un brutto periodo, durante il quale si è giocato inizialmente  male le sue carte nel periodo cruciale della stagione, ma era più centrato della Roma che dopo aver vinto a San Siro si è sentito appagato e fiaccato nelle energie nervose e fisiche prima  con la  Lazio in Coppa Italia, poi all’Olimpico nel big match. In entrambe le squadre c’è un talento di livello altissimo ma un minutaggio che impedisce ai trascinatori di rifiatare.
Se Rudiger, Nainggolan, Fazio, Dzeko e Manolas giocano sempre, così come Hamsik, Mertens, Hysaj, Callejon e Ghoulam, il rendimento non potrà essere sempre essere alto. Anche se Rog e Diawara stanno dimostrando a Sarri che se fossero stati utilizzati prima e con più costanza oggi forse ci sarebbe stato qualche dispiacere in meno.

Intanto la Roma, pur avendo perso, resta quotata a 10,00 da SNAI anche perché la Juve ha pensato male di non approfittare del match point scudetto. A Udine nel primo tempo la squadra di Allegri è parsa distante dai suoi livelli ed è andata sotto dopo una straordinaria progressione di Zapata, capace di sbarazzarsi della marcatura a uomo di Bonucci. Il difensore italiano si è poi rifatto con il gol del pareggio, ottenuto con un colpo di testa.
La Juve ha giocato sotto tono tutta la partita pur cercando di fare qualcosa di più nella ripresa, ma sono stati i friulani ad andare più vicini al gol, ancora una volta grazie a Zapata che con un altro break a centrocampo aveva dato il pallone giusto al compagno davanti a Buffon, salvato ancora da Bonucci. La Juve, nonostante il primo pareggio rimediato da inizio stagione, aumenta di un punto il distacco dai giallorossi e SNAI le dà una quota scudetto ancora più consistente di 1,07.

La Lazio intanto è la più importante candidata ad insediare Roma e Napoli, dopo la convincente vittoria a Bologna. Simone Inzaghi è una realtà e non è detto che non possa fare una sorpresa. L’Atalanta viene fermata da una ritrovata Fiorentina ma non perde un grammo della sua consapevolezza. A maggior ragione ora che si prepara la sfida per l’Europa contro l’Inter la prossima settimana. Proprio la squadra di Pioli ha mostrato di esser tornata sul pezzo con una vittoria per 5-1 a Cagliari, ottenendo dopo tanto tempo anche un calcio di rigore. Importante la prima rete in serie A di Gagliardini, il ritorno al gol di Icardi in trasferta e la prova magnifica di Banega che sta tornando ad essere il giocatore magnifico ammirato in questi anni a Siviglia. Con l’Atalanta sarà tutto molto più difficile ma questo Pioli lo sa bene.

Intanto il Milan vince la sua partita contro il Chievo, in un clima surreale, in cui la parola closing è un mantra senza fine. Montella prepara la squadra a dovere e col Chievo, nonostante un primo tempo complicato, i rossoneri alzano la testa e la portano a casa.
Vivere alla giornata per ora ve bene. Non per sempre però.

 

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