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| Isabella Mazzia |
MOU: GRAZIE E ARRIVEDERCI
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Jose' Mourinho l'uomo piu' sexy del mondo dello sport? Mi associo al 29,2% delle signore intervistate dal settimanale 'Diva e donna'. Ma Jose' Mourinho e' soprattutto l'allenatore di un'Inter storica i cui trofei vinti sono noti a tutti coloro che vivono di calcio.
In due anni e' riuscito laddove per 45 i suoi colleghi hanno fallito (e nessun tecnico all'eta' di 47 anni ha sollevato tanti titoli quanti ne ha alzati lui). E non l'ha fatto con le grandi stelle - per quello lo aspettano a Madrid - ma con un gruppo. Certo, i 15 giocatori che l'allenatore ha spremuto nel corso di questa stagione sono veri fuoriclasse. Altrettanto non si puo' dire di Muntari per esempio, mentre Mario Bolotelli lui si' che poteva essere la vera stella, ma e' stata accantonata per il bene degli altri. Una delle tante scommesse vinte dal tecnico.
Duro e arrogante con il mondo esterno, tenero e sorridente (nonche' commovente) con i suoi ragazzi. Per proteggerli ha fatto da scudo ai suoi uomini (non che la cosa gli dispiacesse) e al secondo anno in Italia ha vinto tutto quello che gli interessava. Ha animato il campionato, ci ha fatto sorridere con le sue dichiarazione e magari qualche volta arrabbiare. Ha interpretato l'interismo al 100%. Per il club che lo ha lautamente pagato, ha fatto l'allenatore, il presidente, il consulente di mercato, il medico, l'educatore, il procuratore, l'addetto stampa, il giornalista, lo psicologo, l'avvocato, il bodyguard, il sergente, l'arredatore, il giardiniere, il portinaio e forse anche il vice-autista dopo aver passato ore a studiare il percorso migliore per evitare il traffico. Ho dimenticato qualche ruolo che non abbia ricoperto? Sicuramente si', ma non importa, perche' cio' che conta e' che sia stato al 100% un vero interista fin tanto che la stagione era in corso. Che poi lavorasse pensando anche al suo futuro non facciamogliene un torto. Vincere e' difficile ma riconfermarsi lo e' ancora di piu'. E' questa la vera sfida per essere speciali. E anche Mourinho e' un uomo che ha paura di perdere. Il timore di non manifestare nuovamente la sua superiorita', oltre alla possibilita' di lavorare per un club Galactico per riportare una Champions League che manca da 8 anni, hanno prevalso sull'affetto del mondo nerazzurro. Ma provando a metterci nei suoi panni, forse anche noi avremmo fatto altrettanto. La tempistica usata per dire addio non e' certo il suo forte, ma non e' stato un fulmine a ciel sereno. E' semplicemente finito un amore, ma almeno sappiamo perche'. E come si dice in questi casi: meglio lasciarsi che non essersi mai incontrati. Soprattutto se il ricordo piu' bello di questa storia e' una coppa con orecchie giganti, che contiene lo scudetto n. 18 e che a sua volta racchiude la Coppa Italia.
Grazie Mister!
Ma lasciaci tutti gli eroi della stagione 2009/2010 (a parte il tuo connazionale) e un assegno da 16 milioni. E' solo l'ultimo dettaglio per non rovinare tutto.
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